Cosa bolle in pentola?

Verjin Manoukian è una minuta signora di quasi ottant’anni, originaria di una terra antica e tormentata, l’Armenia, e ci augura che “sia dolce” il nostro confrontarci con le tradizioni della sua cucina semplice ma raffinata, che deriva dalla cultura millenaria di un popolo tormentato, che già oltre cento anni orsono ha iniziato la sua dolorosa diaspora. La presentazione del suo libro, presso la nuova sede milanese della scuola di cucina Congusto, è stata l’occasione per conoscerla e per apprezzare alcuni suoi piatti, che ha preparato con maestria davanti ad un pubblico interessato di giornalisti e blogger.

Il popolo armeno ha tradizioni culinarie ed ingredienti che rimandano ad altre culture del bacino mediterraneo, ma la sua cucina è la più antica del Medio Oriente ed il popolo armeno è l’unico che è rimasto nella zona d’origine, pur vessato e angariato dai popoli limitrofi. I piatti offerti durante una cena armena sono il frutto della tradizione e del rispetto per l’ospite che è considerato sacro. Per onorare i suoi ospiti qualsiasi padrona di casa armena, anche poverissima, veste la sua tavola a festa con tovaglie ricamate e numerosi piatti e bicchieri, decorandola col melograno e l’uva, simboli di abbondanza, e soprattutto servendo moltissime portate. Le materie prime utilizzate ci suggeriscono le attività maggiormente praticate, la pastorizia e l’agricoltura, molto fiorenti grazie ad un territorio vulcanico fertilissimo attraversato da molteplici fiumi con acque limpide. Microclima perfetto, infatti grano ed orzo vi sono coltivati fin dal Neolitico, come pure la vite ed originari dell’Armenia sono l’albicocca, la mandorla, il fico e la mela cotogna. A riprova di ciò, il Monte Ararat, in armeno Արարատ, dove si posò l’Arca dopo il diluvio, e dove Noé piantò una vite secondo la Bibbia, si trovava in territorio armeno prima dell’annessione della Turchia.

Il libro della signora Verjin, il cui scopo è fornire “un piccolo contributo all’opera di conservazione e documentazione delle tradizioni e della cultura armena”, è dedicato al padre per il suo amore per la lontana terra d’Armenia e comprende circa 160 ricette tipiche, in primis della sua famiglia ma anche di amici e conoscenti. Le ricette sono divise in capitoli, secondo la loro usuale presentazione a tavola, a partire dal pane e dagli antipasti, le zuppe, i pilaf, le paste, poi pesce, carne, verdure e dolci. Per terminare un glossario e alcuni vocaboli armeni traslitterati. Le indicazioni sono precise, come pure la descrizione del procedimento e spesso sono indicate alternative nel caso gli ingredienti non siano di facile reperibilità: insomma un libro gradevole, molto pratico, con ottimi consigli e belle foto (scattate dal figlio dell’autrice).

I piatti che l’autrice ha proposto nel suo show cooking sono stati i Nushov mis, piccoli deliziosi involtini di carne ripieni di mandorle e pistacchi, il riso pilaf “Monte Ararat”, ricoperto da frutta secca a striscioline e contornato da mele cotte al forno e la Pakhlavà, un buonissimo dolce a base di pasta fillo e noci. Grazie a Trenta Editore e in particolare a Barbara Carbone e alla Fattoria Mantellassi per gli ottimi vini toscani proposti in abbinamento ai piatti della signora Verjin.

Verjin Manoukian

ANOUSH LINI’! Ricettte e Tradizioni della cucina armena

Trenta Editore,  180 pagine, 22 €

 

Bigoli in salsa alla veneziana, ovvero spaghetti con salsa alle acciughe
Ragù di calamaro affogato nella birra, Maltagliati Rigati Le Gemme del Vesuvio e zucchine croccanti
Doriana Tucci

A proposito di Doriana Tucci

All’inizio di questa avventura, una cara amica ha avuto fiducia nelle mie capacità culinarie… Così ho gestito la pausa pranzo in un mercatino di beneficenza con grandi soddisfazioni! Poi è arrivato un corso professionale, una qualifica seria e un passaparola fra amici e conoscenti per il mio servizio di chef @ home. Il sito, nato grazie alla creatività di Michele, riceve ormai moltissime visite da internauti affezionati italiani e stranieri. Alcune amiche, appassionate di cibo e curiose del suo mondo, hanno cominciato a frequentare con me eventi e manifestazioni e la loro collaborazione si è rivelata preziosa. Daniela, giornalista freelance esperta di cucina, si è incaricata di scrivere le recensioni dei libri di argomento culinario che solleticavano la nostra curiosità. I corsi sono stati un’ovvia conseguenza, la passione per il cibo unisce e diventa esperienza condivisa. L’Associazione “La Signora dei Fornelli” è nata per diffondere sul nostro territorio la comune passione per la cucina, il buon cibo ed il buon vino, grazie anche alla collaborazione di Niccolò, il nostro sommelier AIS.